L'ombra par sempre più eterna prima del suo morir di luce.
Mi si scarta la terra dal davanti e le fauci degl'inferi stessi mi si apron da sotto ai piedi.
Nero zolfo accompagna l'incandescente fiammeggiare che tutto ricopre di luminosa decadenza d'oltretomba.
Sulle vie di lava in combustione, come una blasfema copia del figlio di nostro Signore, cammina senza sprofondare Giulia Donà Dalle Rose nella sua solita eleganza da discoteca.
La vedo guardarmi con sguardo seducente.
Dopotutto non l'ho mai vista resister ad un bel pezzo di manzo.
Ed io son tutto filetto.
Mi preparo alla fuga ma l'apocalisse che mi circonda par aver eliminato tale opzione.
"Dai Pierre vieni a ballare".
Lo conosco questo trucco.
"No" le rispondo, "Sono stanco".
"Dai vieni che ti faccio votare".
"No".
"Su che ti offro da bere".
Maledetta.
Ne sa una più del diavolo.
NON RENDER VANO IL MIO SACRIFICIO!
VOTA FINE DEL MONDO!

La fine è qui.
Dalla cima del rilievo miro impotente il tramutarsi del paesaggio.
Lo spazio stesso si lacera lasciando far capolino al nulla che vi si cela dietro.
Ed il nulla è di un colore mai visto prima, senza nome né sostanza, ed al contempo, così terrificantemente familiare.
Così spaventosamente simile ai ricordi persi dell'infanzia.
La fine è qui.
E come essa anch'io, sulla cresta del monte, il fardello dei miei atti a pesar sulle mie spalle, il peso del mio cuore incavato dentro al petto, pronto a romanzar sull'enutabile del mio futuro.
La fine è qui.
E sono nella peggior compagnia possibile.
Sulla vetta mia vicina scorgo un oggetto in vergognoso contrasto con l'effimero ancor paesaggio montagnoso.
In cima all'alpe un surfista. In cima al surfista un primate.
O mio Signore è veramente la fine!
I fratelli Acciari sono qui.
In principio vi era solo Lorenzo Acciari.
Ed il mondo fu in conseguenza dei suoi sogni.
Capitalista, hawaiano, videoludico e pieno di asiatiche.
In principio vi era solo Lorenzo Acciari.
Ma questo non è il principio. 
Questa è la fine.
E la fine appartiene a Jacopo Acciari.
L'idiosa bertuccia, fratello minore, incapace di autosostenersi, metteva in ombra, malgrado il suo stato parassitico, la gloria dei successi del maggiore.
E sull'orlo dell'eterno oblio che ci attende, i fautori del principio e della fine mi si presentano con motivazioni contrastanti per natura.
"Creatori... Non sono pronto".
"Non devi esserlo. Non ti è mai stato richiesto di esserlo" mi risponde Lorenzo porgendomi una costosissima Reflex digitale di marca ultraterrena.
"Piuttosto, preparati a farmi le foto mentre surfo il nulla dilagante dai fori dell'universo in collasso".
"Ma io volevo vincere. Io volevo farcela..."
L'odor di sigaretta m'invade le narici nel di Jacopo rispondermi.
"Ah Piè... Io te l'ho detto, non hai abbastanza amici".
Non fu tanto la frase, banale in sé, ad offendermi l'animo, ma il tono. Tono che non mi degno di descrivere. 
Usar parole alte per descriver Jacopo equivalgon a prender Cialis per il manual trastullo. 
E chi vuole intender intenda.
La fine è qui.
Ed io mi ritrovo, sulla riva dell'apocalisse, a far foto ad un surfista mediocre in compagnia di una sgarbata scimmia alcolizzata.
Tutto sommato, poteva andarmi peggio.
ECCO IL GRAN FINALE!
QUESTA E LA TUA ULTIMA OCCASIONE!
VOTA O SUBLIMA NEL CAOS DILAGANTE PER NON FAR PIU' RITORNO!

 
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